26 Marzo 2026 - ,

La Montagna al Cinema: La Restanza: Storie di Montagna fra Toscana ed Emilia

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Date(s) - 26 Mar
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Data: 26 Marzo 2026

Posizione geografica: Cinema Splendor

Direttori di escursione: Commissione Cultura

Inquadramento:

Il documentario racconta il fenomeno antropologico della Restanza: cioè di coloro che
scelgono di rimanere o decidono di vivere in territori complessi. L’obiettivo del progetto
audiovisivo è quello di raccontare la vita degli abitanti delle terre alte della Toscana, in
particolare delle Alpi Apuane e dell’Appennino Tosco-Emiliano. Lo scopo della ricerca è
quindi, tentare di comprendere le motivazioni sia degli abitanti che scelgono di restare, sia di coloro che decidono di trasferirsi dalla città in questi territori. Nel documentario
vengono riportati anche quelli che sono gli elementi positivi che spingono le persone a
questa scelta, e i fattori, invece negativi che contribuiscono sicuramente ad un fenomeno di abbandono di queste terre che persiste, nonostante qualche fragile segno di
controtendenza.

Restanza” è un neologismo coniato dallo scrittore e antropologo Vito Teti che così lo declina: “Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente”.

il termine viene citato nel film “Un mondo a Parte” con Antonio Albanese e Virginia Raffaele

La struttura operativa TAM della Sezione, da anni impegnata a collaborare con le comunità locali, proponendo questa serata vuole contribuire a arricchire il dibattito su queste tematiche che sta attraversando anche i nostri territori in particolare la Valleriana ma anche tutta la Valdinievole,

 

Descrizione: Francesco Tomè trasforma la sua passione e i suoi studi in un’opera potente e attuale: La Restanza: dedizione alla propria Terra. Storie di gente che resta fra Toscana ed Emilia. Un libro fotografico che indaga il senso del restare in territori spesso dimenticati, ma oggi al centro di nuove riflessioni culturali e sociali.
Un racconto visivo e narrativo ambientato nell’Appennino tosco-emiliano e sulle Alpi Apuane, dove la scelta di non partire diventa gesto politico, cura del territorio e costruzione di comunità. In un momento storico segnato dalla migrazione verso i grandi centri urbani, l’autore restituisce voce e dignità a chi sceglie di restare o di tornare.
Immagini suggestive, storie vere e un linguaggio essenziale si fondono in un’opera che parla di identità, radici e futuro. Un tema sempre più al centro del dibattito pubblico, che tocca da vicino la questione dello spopolamento, della sostenibilità e della rinascita delle aree interne.
Perché restare è un gesto rivoluzionario…
Ma per Francesco Tomè la passione della montagna è anche “fisica”, e questo lo parta a viverla e esplorarla passo dopo passo, ma … a passo di corsa!
Il suo progetto “Endless Peaks” è una traversata, di corsa, dell’arco alpino: da Vrata, in Croazia, al Colle di Cadibona, nel comune savonese di Altare. Sui manuali di scuola è in quei due estremi che si fissano i confini est e ovest delle Alpi. Guardando ai numeri, parliamo di 2.500 km e 165.000 metri di dislivello in 60 giorni, quasi interamente lungo il tratto alpino del Sentiero Italia CAI.
Da questa esperienza nascerà un film che speriamo di poter presentare anche a Pescia.
Intanto il 26 marzo a Pescia ne vedremo il trailer.
 

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