CLUB ALPINO ITALIANO

Sottosezione “G. Macchini” di  Pescia

 

 

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RESOCONTO DI GITA ALL’ISOLA DELLA PALMARIA

5 Aprile 2009

 

Tempo bello, malgrado le previsioni del giorno prima Partecipanti n. 54, di cui 31 del gruppo CAI.

Partenza ed imbarco alle 10 dal molo Italia di La Spezia sul  battello, con piccola traversata fino all’approdo di Terrizzo, previa breve fermata con “coincidenza” di altro natante a Portovenere, per inconveniente del nostro,dovuto a rottura di un motore.

Si inizia su strada asfaltata, in direzione Nord,  che presto diviene mulattiera sterrata ed inizia salire dolcemente nella Macchia Mediterranea con i primi fiori, incontrando resti di postazioni militari della seconda Guerra, sempre in vista sul mare, verso Nord-Est.

 

 

La Torre Scuola

 

Ben presto la pendenza aumenta, dopo un bivio in prossimità di uno spiazzo con resti di postazioni, che si evita proseguendo sulla sterrata.

Il sentiero, n. 8 del CAI, si fa più stretto tra le piante, risalendo ancora il fianco Est dell’Isola, sulla sottostante Cala della Fornace, la cui deviazione abbiamo evitato, risalendo sopra la Punta della Mariella, scendendo poi verso la Spiaggia del Pozzale, con discesa piuttosto accentuata, specialmente in un punto scosceso scavato dalle piogge, protetto con una corda.

La spiaggia è in proprietà della Marina Militare, con alcune costruzioni per la balneazione, un campetto da calcio, un moletto.

 

 

Gabbiani sugli scoglietti di Pozzale

 

Si costeggia in piano la spiaggia, in vista dell’Isola del Tino, curvando poi decisamente verso l’interno, sul sentiero 8, con salita abbastanza ripida e tratti pianeggianti con ampia vista sul mare, tra muretti a secco con qualche olivo selvatico, fino a raggiungere un bello spiazzo roccioso, sulla costa Sud-Ovest, quasi a picco sul mare, sopra la Grotta dei Colombi e le vecchie cave di marmo Portoro, tra voli di gabbiani che nidificano sul sottostante sentiero, verso le Grotte, tanto che evitiamo di raggiungerle per non disturbare la cova, proprio sul sentiero.

Numerosissimi gabbiani ci volano intorno gridando, disturbati dalla nostra presenza per loro invasiva.

 

Gabbiani in volo

 

Si continua sul sentiero, in salita, fino a raggiungere uno spazio con alcune panche e tavoli, raggiungibile anche con mezzi da strada, deviando poi decisamente verso destra sino a raggiungere il Forte Cavour, a quota ml. 186 s.l.m., massima dell’Isola, ove si sosta in bella posizione panoramica, verso l’Isola del Tino e le Cave.

 

Dai cartelli segnaletici si apprende come il Forte è stato costruito nel 1808, successivamente utilizzato nella Seconda Guerra per la sua posizione a guardia del mare.

 

Tutto il Forte è protetto da un profondo fossato, infestato da erbe, alberi ed arbusti, con unico accesso da un ponte levatoio sul lato Nord; dei cartelli indicano come zona militare, con divieto di accesso, ma in realtà il pericolo è rappresentato dall’abbandono in cui versa la struttura.

 

Nel bosco circostante si rinvengono numerosi pregiati asparagi selvatici, che alcuni soci ripongono religiosamente in sacchetti plastica, e fioriture di Pervinche, unitamente a ruderi di pietra e di piazzole per artiglieria.

 

 

Verso il Tino e le Grotte dei Colombi

 

Dopo aver percorso il periplo del Forte Cavour, si inizia la discesa, ora in vista di Portovenere; siamo sempre sul sentiero 8 spesso assai scosceso e protetto in due zone con corde fisse; infatti vi sono dei piccoli salti su roccia friabile e consumata, e bisogna prestare molta attenzione ad evitare pericolose cadute.

 

 

Con varii tornanti si raggiunge il mare, tra tratti ghiaiosi, stradelle, scogli, residui di manufatti in calcestruzzo, fino al Bar di Terrizzo, per nuova sosta ai tavoli  in attesa del Battello di ritorno.

 

 

Il caratteristico Borgo marino di Portovenere con le sue case colorate visto da Terrizzo sulla Palmaria

 

Il percorso, circolare, è risultato di circa km 7,5, con un tempo netto di percorrenza di circa due ore e mezzo.

Si tratta di una escursione da non sottovalutare, per le cattive condizioni di alcuni tratti di sentiero.

Alle 17:30 giunge puntuale il battello che ci traghetta prima a Portovenere, dove si imbarcano numerosissime persone, tanto che non si trovano più posti sui sedili, poi al Molo Italia di partenza, dove ci si separa in letizia.

 

Il socio relatore  L.G.