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NEL PARCO DEL FRIGNANO

23-24 Maggio 2015

 

 

Sabato 23 Maggio

Si parte in undici Soci Montecatini Terme dalla Piazza Italia, alle ore quattordici,con cielo plumbeo e pioviggine,  raggiungendo Fanano tra illusorie schiarite e pioggia quasi continua, dirigendosi poi per la stretta strada, quasi tutta asfaltata e e sterrata nell’ultimo tratto, tra il verde, verso il piazzale erboso dove sorge il Rifugio dei Taburri, a quota ml.1.230 slm, ove eravamo prenotati; si parcheggiano le auto fuori della recinzione e sotto la solita pioggerella si entra nel rifugio, accolti dalla sig.ra Adele ,che ci prospetta un interessante menù serale,approvato all’unanimità.
Sono le 16,30, e dopo una sistematina nella accogliente camerata ed una visita al rifugio, attrezzato con ben cinque bagni, impianto di riscaldamento ed un bel caminetto, ci armiamo di ombrelli e mantelle e sotto una pioggia sempre più insistente ci dirigiamo a piedi sulla sterrata verso le cascate del Doccione.
Il meteo non è dei migliori, ma lo spettacolo è sempre interessante, con le cascate scroscianti avvolte da una lieve nebbia, acqua sotto i piedi e sopra le teste.
Rientriamo volentieri nel rifugio, quando sono calate le nebbie, e poco dopo le 19,00 ci sediamo per l’abbondante cena, tortelloni ai funghi, farfalline al ragù, cinghiale ai mirtilli, tigelle e lardo, affettati, formaggi, e crostata, il tutto con abbondanti libagioni con molto vino e poca acqua.
Il dopo cena è piacevole nelle salette del rifugio, alla stufa ed al caminetto, visto che la temperatura esterna è sugli otto gradi centigradi, poi tutti a nanna sperando in una giornata migliore per l’indomani.

a cena

 

Domenica 24 Maggio

Dopo una nottata discreta, a parte qualche piccola sinfonia notturna, di buon’ora si sbircia dalle finestre su di una mattina con cielo nuvoloso ma con qualche schiarita; appare la grande foresta di faggi tutto intorno e la vetta del Cimone con la neve.
Dopo una colazione un po’ sotto tono rispetto alla cena, ci avviamo sull’ampio sentiero 445 in salita spesso accentuata, nella foresta piena di cinguettii, ma molto umida e nebbiosa, raggiungendo il Rifugio Gran Mogol, (una modesta costruzione in pietra ben chiusa), ed il bivio con il sentiero  ..435.. , abbandonando il precedente, con acclività più accentuata, sino al Pizzo delle Stecche, alternando radure erbose a boschetti di faggio, sino a sbucare sulle praterie sommitali, sempre su sentiero ben segnalato,  tra praterie di mirtilli e fioriture di Camedri Alpini, Genziane, Orchidee.
Quasi quasi ci sentiamo sperduti, sempre nella nebbia, ma la direzione sembra giusta, e dopo circa due ore e mezzo dalla partenza si arriva al bivio con il sentiero  433   che prenderemo al ritorno, poi ancora un breve tratto in salita sino al crinale tra il Libro Aperto, che emerge appena nella foschia, ed il Cimone.

al Libro Aperto sotto la cima nord

Fa freddo e soffia il vento per cui, dopo le foto di rito della meta raggiunta,a quota ml.1.890 circa slm,  si scende per ripararci in una piccola conca sottostante; dopo breve sosta e spuntino.
La discesa è lunga e piuttosto ripida, specialmente dopo i Sassi Bianchi ove occorre aiutarci un po’ con le mani, mentre ogni tanto si alzano le nebbie ed appaiono le radure sottostanti, raggiungendo poi un rado boschetto sottostante dove si fermiamo per il pranzo al sacco.
Siamo ormai più rilassati, perché tutto sommato è andata piuttosto bene, senza la temuta pioggia, e ci inoltriamo nella foresta, su di uno stretto e ripido sentiero ove occorre molta attenzione per lo spesso strato di foglie marcescenti e viscide, e finalmente si guadagna l’ampio sentiero di partenza poco lontano dal Rifugio.

Si supera il Ponticello sul Fosso Doccione tumultuoso ed appare la struttura accogliente dei Taburri.
Sono le quattordici, dopo circa sei ore dalla partenza, la temperatura è di otto gradi centigradi e scende dal cielo qualche goccia di pioggia.

La escursione è terminata, in un luogo affascinante ed incontaminato, che sarebbe stato maggiormente apprezzato con diverse condizioni metereologiche, ma siamo  ugualmente soddisfatti ed appagati dalla esperienza della escursione e dal soggiorno nel Rifugio, che salutiamo dopo aver apposto le firme ed il commento nel libro della struttura.  

la cascata del Doccione