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8 febbraio 2015

 

Giornata piena di sole, che ripaga della prima “quasi” ciaspolata del 11 Gennaio; quasi trenta partecipanti, di cui due non Soci. Tantissima E BELLISSIMA neve fresca, forse un metro.
Si parcheggia nel piccolo piazzale innevato in località Butale, a quota ml.1.100 slm, incamminandoci sulla forestale innevata, fino al cippo con gli scalini ove inizia il Sentiero CAI 4 , inerpicandoci fra le ginestre ora in veste invernale, sino all’ovile con il tetto verde della Comunità Montana.
Il silenzio è totale, rotto soltanto dal fruscio delle ciaspole; il nostro pensiero va alla confusione delle piste da sci del vicino Abetone.
Prima sosta perché la segnaletica, fatta sulle pietre, è invisibile; si aggira la costruzione sulla destra, tenendo sempre questa direzione, per dirigersi verso il crinale; ad un certo punto incontriamo due cartelli, l’uno indicante la via del ritorno, l’altro indica il Verdiana, MTP. Proseguiamo in direzione Est, seguendo le tracce di alcuni scialpinisti, risalendo il crinale verso sinistra, dove la vista è stupenda.
Tutto il tracciato è panoramico, privo di alberi.
La salita è stata moderata, tra neve resa dura dal vento e zone ove si affonda, sino ad un traverso di una ventina di metri, ove bisogna prestare attenzione, ed ampliare la piccola zona di passaggio “tagliando” il pendio con il bordo destro delle ciaspole sino ad una zona più ampia e tranquilla, quasi pianeggiante; la vista sulla corona di monti è stupenda, dal Monte Gomito e le Tre Potenze, al Prado e Cusna, il Libro Aperto, Cimone e Cimoncino, Spigolino,Cupolino dello Scaffaiolo, Cornaccio, Monte Gennaio fino alla Pedata del Diavolo.
Sono passate quasi due ore, considerando alcuni inconvenienti alle Ciaspole di una partecipante, che nonostante gli interventi qualificati del nostro “carpentiere tutto fare” Michele e di altri continuano ad aprirsi, quando la destra e quando la sinistra.
Si aggira sulla destra un rilievo e si risale abbastanza ripidamente, con un boschetto di faggi sulla sinistra fino ad un ampio piazzale ove si incontra, sul bordo Ovest di una faggeta, la capanna in pietra dell’Alpeggio delle Roncole, naturalmente chiusa e quasi completamente sommersa dalla neve, a quota ml.1.450 circa slm.
Fortunatamente il recinto in legno emerge e si utilizza quale seduta per il meritato ristoro; ci sovrastano il Cupolino del Lago Scaffaiolo ed il Cornaccio, circa trecentocinquanta metri più in alto, ma non è il caso di proseguire, anche perché il panorama che cu circonda ci appaga completamente. Oltre la catena delle Tre Potenze fa capolino la cima innevata della Pania della Croce.
La sosta è lunga e piacevole, in buona compagnia, e finalmente, con mezzi di fortuna, (nastro medico), si riesce ad ovviare all’inconveniente delle ciaspole “capricciose”e così, a malincuore, si riprende il cammino del ritorno, che è molto più breve in quanto in discesa; qualcuno evita il traverso della andata scivolando piacevolmente in un ampio canalone che riprende più in basso il sentiero. Questo ormai è molto più evidente per il passaggio delle “sessanta” ciaspole, e più rilassante, tra chiacchere e brevi soste per ammirare il paesaggio.
Giunti all’ovile dal tetto verde la maggior parte decide di utilizzare per l’ultimo tratto un ampio sentiero a sinistra, più lungo della prima ripida salita tra le ginestre, ma molto bello, su neve alta e quasi immacolata, allungando leggermente i tempi ma con soddisfazione di tutti, giungendo alle auto, dove si incontra anche il gruppetto che aveva anticipato il rientro. Senza considerare le soste, il cammino con le ciaspole è di circa tre ore.

La nostra speranza è di trovare un altro giorno di incontro con una giornata ed una neve come questa e facciamo un pensierino a percorrere completamente il Sentiero della Pace, da Spignana a Fanano, senza neve, avendo avuto adesso soltanto un “ ASSAGGIO”.

immersi nella neve

sul crinale panoramico

la sosta all'alpeggio delle Roncole