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La carta topografica riporta la rappresentazione grafica del terreno su cui andremo a muoverci. Ogni punto riportato sulla mappa è la proiezione, su un piano di riferimento, di tutti gli elementi naturali presenti sul terreno. La scala indicata sulle carte escursionistiche è il valore di riduzione degli elementi rispetto alla realtà (ad esempio scala 1: 25.00, significa che le dimensioni riportate sono 25.000 volte più piccole della realtà). Per l’escursionista le carte migliori sono quelle in scala 1:25.000 che offrono una rappresentazione del territorio sufficientemente dettagliata.
Sulle carte i rilievi, i prati, le rocce ed ogni elemento che compone il territorio, è indicato con colori e sfumature diverse, in modo che sia facilmente individuabile quali possono essere le difficoltà che incontreremo. Le curve di livello, che troviamo indicate su tutte le carte, sono delle linee immaginare che uniscono tutti i punti alla stessa quota. Per cui più sono ravvicinate maggiore è il dislivello, più sono lontane minore è il dislivello. Per misurare le distanze ed i dislivelli sulle mappe si usa un semplice righello, una volta misurata la distanza si moltiplica per la scala della carta ed otteniamo la distanza. Anche se raramente corrisponderà, perché il terreno non è mai ad andamento retto ma seguirà l’andamento naturale del terreno. Per conoscere il dislivello da superare dovremmo unire le quote dei punti di passaggio, ottenendo così una linea spezzata, che a grandi linee rappresenterà il dislivello da superare.
Sulle mappe i sentieri del CAI, sono sempre indicati con un numero rosso o con una sigla, sempre di colore rosso, quelli indicati con colori o sigle diversi non sono curati dal CAI. Come le piste da sci, anche i sentieri, a seconda delle difficoltà, sono rappresentati in modo diverso, l’immagine sotto né traccia le caratteristiche.